Varese (giovedì 16 ottobre 2025) – “Inasprire le pene non è un deterrente. La vera arma per combattere le aggressioni agli operatori sanitari è la prevenzione, è la relazione, è la comunicazione”. Con queste parole l’avvocato Carlo Piana, esperto in diritto sanitario, ha aperto il suo intervento durante il convegno “La violenza verso gli operatori in ambito sanitario: una rete territoriale per la prevenzione”, organizzato da Ats Insubria nell’aula magna dell’Università dell’Insubria di Varese.
di Francesco Iuele
Piana ha messo in guardia dai limiti dell’approccio puramente punitivo, invitando a investire su formazione, empatia e cultura del rispetto. “Già nei primi anni 2000 – ha ricordato – si segnalavano con crescente preoccupazione i primi episodi di violenza nei reparti. Oggi possiamo dire che avevamo visto giusto: è un problema strutturale che non si risolve con le sanzioni”.
Secondo il legale, la prevenzione deve essere multidisciplinare e integrata, non ridotta a protocolli generici. “Le aggressioni possono arrivare da pazienti, familiari, utenti fragili o anche colleghi: non basta stabilire quali dispositivi di protezione usare, serve un approccio sistemico”. Al centro di questa strategia, ha sottolineato, ci deve essere la formazione: non solo quella tecnica, ma anche quella relazionale.
Piana ha richiamato le parole del dottor Massimo Bianchi, dell’Ordine dei Medici di Varese: “Il paziente che si sente trattato con rispetto è disposto a tollerare anche un errore. Chi si sente ignorato non perdona nemmeno un graffio”. Per questo, ha ribadito, la relazione di cura non è un accessorio, ma parte integrante della prestazione sanitaria.
Durante il suo intervento, l’avvocato ha anche espresso dubbi sull’efficacia dell’inasprimento delle pene per chi aggredisce gli operatori: “Pensare che basti aumentare le sanzioni è come credere che dichiarare illegale lo starnuto possa fermare l’influenza. Servono regole semplici, protocolli chiari e una maggiore attenzione organizzativa”.
Ampio spazio anche al tema della tutela dei lavoratori aggrediti: “Il contratto collettivo prevede il patrocinio legale e il supporto psicologico – ha spiegato – ma è fondamentale che questi diritti vengano sempre garantiti. Il danno non è solo materiale, ma anche psicologico: lo stress post-traumatico è una ferita invisibile ma reale”.
Piana ha chiuso con un appello umano e professionale: “Mia moglie è medico, ha lavorato in pronto soccorso. Conosco bene queste storie, anche da casa. Serve empatia, serve la capacità di entrare in relazione con chi soffre. È la stessa sensibilità necessaria per comunicare una diagnosi senza distruggere chi la riceve. Cominciamo da lì”.
Ats Insubria ha annunciato che a fine mese partiranno nuovi corsi dedicati al miglioramento della comunicazione tra medici e pazienti, con particolare attenzione alla gestione dei momenti delicati come la comunicazione dei risultati degli screening mammografici.
Last modified: Ottobre 16, 2025

