Varese (venerdì, 7 novembre, 2025)– All’ospedale di Circolo di Varese si è accesa una vera e propria “guerra del fumo” tra pazienti, parenti e alcuni dipendenti che continuano a fumare nelle aree in cui vige il divieto assoluto. La situazione, segnalata da numerosi cittadini e visitatori, riguarda in particolare le zone adiacenti agli ingressi principali e ai cortili interni della struttura, dove l’odore di sigaretta e la presenza di mozziconi a terra sono diventati ormai una costante.
di Francesco Iuele
Il fenomeno non si limita al Circolo, ma si estende anche all’ospedale Del Ponte, dove un padre ha raccontato di aver percepito un forte odore di fumo sui vestiti dopo aver attraversato l’area esterna prima di entrare a trovare la figlia ricoverata. Una testimonianza che evidenzia come il problema coinvolga più plessi ospedalieri della città, alimentando il malcontento tra i non fumatori.
La normativa, del resto, è inequivocabile: fumare è vietato sia all’interno sia nelle pertinenze di tutte le strutture sanitarie. Tuttavia, le dimensioni del complesso e la presenza di spazi appartati rendono difficile un controllo capillare e costante. Nonostante i divieti e la cartellonistica ben visibile, alcune abitudini sembrano resistere.
In una nota ufficiale, l’Asst Sette Laghi ha riconosciuto l’esistenza del problema, sottolineando che i posacenere collocati nei pressi degli ingressi non rappresentano un via libera al fumo, ma servono unicamente a evitare l’abbandono dei mozziconi sul suolo. «Purtroppo – ha precisato l’azienda sanitaria – non sempre il personale riesce a far rispettare le regole, sia per la maleducazione di alcuni utenti, sia, in taluni casi, per la cattiva abitudine di alcuni dipendenti».
L’episodio ha riacceso il dibattito sul rispetto delle norme e sul senso civico all’interno delle strutture pubbliche, dove il diritto alla salute dovrebbe prevalere su qualsiasi abitudine personale.
Last modified: Novembre 7, 2025

