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Frode da 5 milioni di euro sugli incentivi verso il fotovoltaico: tre società spagnole nel mirino della Finanza di Varese

Varese (martedì, 28 ottobre, 2025)– Una complessa operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Varese ha portato alla luce un articolato sistema di frode legato agli incentivi pubblici per la produzione di energia solare. Secondo quanto emerso dalle indagini, tre società riconducibili a imprenditori spagnoli avrebbero percepito indebitamente oltre cinque milioni di euro, sfruttando un meccanismo basato su false dichiarazioni e trasferimenti di denaro all’estero.

di Francesco Iuele

L’inchiesta, coordinata dalla Compagnia di Gallarate, si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto all’indebita percezione di risorse pubbliche. Gli investigatori hanno individuato una serie di società apparentemente di piccole dimensioni, ma titolari di impianti fotovoltaici di elevato valore economico, situati in diverse regioni del Centro e del Sud Italia. Le imprese risultavano amministrate da soggetti stranieri formalmente domiciliati in Italia, ma di fatto non residenti, elemento che ha destato i primi sospetti.

Attraverso l’analisi dei conti correnti, i militari hanno ricostruito il flusso di denaro proveniente dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), l’ente pubblico responsabile dell’erogazione degli incentivi per le fonti rinnovabili. Le somme ricevute venivano immediatamente trasferite in Spagna, tramite bonifici privi di giustificazione commerciale. Un modus operandi che, secondo gli inquirenti, mirava a svuotare rapidamente le casse societarie per rendere più difficile il recupero dei fondi.

Le verifiche tecniche hanno poi svelato l’espediente utilizzato per ottenere contributi maggiorati. Le società avevano presentato a un Comune marchigiano tre distinte richieste di autorizzazione per piccoli impianti, dichiarando falsamente di costruirli separatamente. In realtà, si trattava di un unico impianto collegato alla stessa centralina elettrica e racchiuso da un’unica recinzione. Questa artificiosa frammentazione permetteva di aggirare la normativa, accedendo agli incentivi riservati ai piccoli produttori e evitando la più complessa Autorizzazione Unica Ambientale di competenza provinciale.

A seguito delle indagini, la Guardia di Finanza ha disposto il sequestro preventivo dei beni e denunciato i responsabili. L’operazione conferma l’impegno delle autorità nel tutelare le risorse pubbliche e nel garantire la correttezza nell’utilizzo dei fondi destinati allo sviluppo delle energie rinnovabili.

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Last modified: Ottobre 28, 2025
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