Varese (lunedì, 4 agosto, 2025) — A Varese sono almeno 30 i ragazzi con disabilità che, appena diventati maggiorenni, rischiano di rimanere senza alcun tipo di sostegno. Il passaggio alla maggiore età, invece di garantire continuità, segna un’interruzione brusca di tutele, generando smarrimento e difficoltà nelle famiglie già provate da anni di assistenza quotidiana.
di Francesco Iuele
“Per lo Stato italiano è come se questi ragazzi guarissero all’improvviso”, denuncia un padre varesino. Il riferimento è alla necessità di rifare da capo tutto l’iter burocratico: nuove certificazioni, nuove diagnosi, nuove richieste all’INPS. Nessun automatismo, nessun passaggio garantito tra le tutele previste per il minore disabile e quelle per l’adulto. Una situazione definita “insostenibile” anche dal consigliere comunale Marco Molinari: “Il sistema è al collasso, servono risorse e una riforma strutturale”.
Le difficoltà non sono solo burocratiche, ma anche economiche: i fondi a disposizione degli enti locali non bastano. I genitori denunciano la crescente difficoltà ad accedere a servizi fondamentali come gli SFA (Servizi di formazione all’autonomia) o i CSE (Centri socio-educativi), strutture che garantiscono attività educative e supporto allo sviluppo dell’autonomia per ragazzi con disabilità medio-lievi o intellettive.
In assenza di risposte concrete, molte famiglie si trovano costrette a rinunciare a percorsi fondamentali per il futuro dei propri figli. Un vuoto che, oltre a generare esclusione, mette in discussione i diritti riconosciuti per legge alle persone con disabilità.
Last modified: Agosto 4, 2025

